Auguri, Presidente Conte

Gli italiani hanno fiducia nel nuovo Governo. Non a priori, perché ci si è innamorati di questo o di quest’altro sorriso politico, ma per i fatti obbiettivi che l’esecutivo porterà, se li porterà, a casa. Gli italiani hanno dimostrato di seguire con molta attenzione la politica e di saper distinguere chi li truffa e chi li rispetta. Il Presidente Conte è un ottimo professionista e una bella figura, Salvini e Di maio sono due giovani con le idee chiare. Ma da un Governo di vero cambiamento gli italiani si aspettano alcune innovazioni fondamentali: lavoro per chi non ce l’ha, e in particolare per i giovani; lotta spietata alla corruzione, all’evasione fiscale e alle criminalità organizzate; innalzamento della meritocrazia a livello di Icona di uno Stato degno di questo nome e, per converso, l’eliminazione della manina che raccomanda, cosa che oggi tutti credono sia la maleodorante “condicio sine qua non” per ottenere un lavoro o per andare avanti in carriera; la revisione delle imposizioni fiscali, che siano più eque, e dell’età della pensione, che sia più accettabile, e che tutto questo sia sostenibile grazie ad adeguate coperture finanziarie; il sostegno ai deboli, agli sfruttati, a chi ha bisogno di trovare in Italia non muri e filo spinato ma un aiuto per risorgere in una vita migliore di quella da cui fugge; la valorizzazione delle nostre incredibili risorse artistiche e culturali, la lotta senza quartiere alle convenzioni arcaiche secondo le quali è meglio che una donna se ne stia a casa, e che in questo Paese ha portato, come conseguenza, alla sconvolgente media di 150 femminicidi all’anno; l’Europa, la nostra casa-madre, da migliorare sempre più senza ripudiarla. È vero, certi punti del contratto M5S – Lega in tema di sicurezza cozzano contro alcuni degli snodi che abbiamo appena citato, in particolare contro quelli sui migranti, oltre che contro la Costituzione. Ma, al di là delle parole e degli odi profusi a piene mani nelle campagne elettorali, sarà difficile per chi governa dare davvero uno schiaffo a chi piange per bisogno, e non solo perché ci saranno le opposizioni che spero vigileranno in modo costruttivo e senza arroganza, ma perché questa è un’ottima occasione per confermare di essere non solo “quella” Nazione che il mondo ci invidia per tutto ciò che sappiamo, ma anche di essere un popolo che il mondo “rispetta”. Sono cose diverse, ed è un’occasione da non sprecare. Gli italiani vogliono sperarlo, senza amori folli per destre, centri, movimenti e sinistre: vogliono i fatti. È dei fatti che si innamoreranno, Presidente, non delle parole o dei sorrisi o delle furberie. E se i fatti non saranno quelli sperati, allora parleranno le urne. Auguri, perciò, professor Conte, gli italiani sono con Lei. Non li deluda. Diciannove secoli di invasioni straniere li hanno forgiati nel titanio, e quando stanno per toccare il fondo – lo hanno più volte dimostrato – sanno sempre perfettamente quando, come e cosa fare.

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