Romanzi e premio qualità

In questi giorni mi è stato chiesto qual è il segreto di un romanzo che vende e piace. Domanda difficilissima, perché un segreto non c’è e qualunque addetto ai lavori risponderebbe che in realtà è il caso che decide se il passaparola partirà o meno. Però forse una risposta posso azzardarla, ed è una regola facile e generale cui (e non so se in realtà ci riesco) non bisogna venire meno: non abbassare mai la qualità di quello che produci o che fai. Se hai una pizzeria, sii cortese e sforna pizze fantastiche: potrai avere il locale più brutto della città, ma stai tranquillo che col tempo la gente verrà a frotte da te. Se fai il regista cinematografico, il dirigente o il falegname il discorso è identico, perciò non vedo perché non dovrebbe esserlo anche per uno scrittore. Se produci qualità i lettori prima o poi ti premieranno. Nel pubblicare con la SEM, per esempio, non ci sono dubbi: Riccardo Cavallero e Antonio Riccardi pretendono la qualità, altrimenti il testo non passa. Condividono totalmente il mio punto di vista, e finché mi vorranno con loro, be’, io sarò con loro e non ci saranno mail accattivanti di altri editori che mi schioderanno dalla posizione. Di solito parlo pochissimo di questi argomenti, però forse queste poche parole ci consentiranno di conoscerci meglio. Besos. PS

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