IL THRILLER “MALEDETTO”/FINE

Sincerità per sincerità: quando uscì nel 2006 “Un assassino qualunque”, mi dissi “Sarà un fallimento. Chi può credere che un serial killer pedofilo possa diventare prima sindaco e poi ministro?” E invece, potenza della fiction e dell’efficienza di Martina Donati, allora capo ufficio stampa dell’editore, il libro non solo è stato tradotto all’estero, ma ha vinto anche il primo dei (pochissimi) premi che ho portato a casa con i miei romanzi, il “Franco Fedeli” (i maligni commentarono che i politici sono capaci di ben altro). Luca Crovi disse che da tempo non leggeva un libro talmente disturbante da non avergli fatto chiudere occhio una notte. Credevo parlasse di qualcun altro, invece parlava di me. Riporto lo stralcio di un’intervista di Simona Mammano al dott. Fulvio Frati (psicologo psicoterapeuta e criminologo clinico) sul tema, purtroppo attuale, della pedofilia. Credo sia utile saperne di più. Eccola (è un breve stralcio, il testo completo è molto più lungo)

SIMONA MAMMANO: Ho appena finito di leggere il libro di Piernicola Silvis “Un assassino qualunque”. Il romanzo è un noir che ha per protagonista un uomo di successo che, improvvisamente, si rende conto di essere attratto da scene di violenza su bambini, violenze che portano alla morte della vittima. Dottor Frati, cosa ne pensa del fenomeno della pedofilia nel nostro Paese?

FULVIO FRATI: Si tratta di un fenomeno complesso, a cui per fortuna si sta ormai rivolgendo anche nel nostro Paese parte dell’attenzione che merita. Tuttavia è un argomento che richiede di essere ancora molto approfondito, un po’ anche perché l’opinione pubblica in generale evidenzia di possedere spesso al riguardo molti pregiudizi e poche vere informazioni. Di questi argomenti si deve scrivere e parlare ancora molto, per far capire alla gente che “il mostro” spesso è vicino a noi ed alla nostra quotidianità e che il pedofilo è all’apparenza una persona come tutti gli altri, che riesce a fare quello che vuole proprio perché non lo si distingue e riconosce abbastanza. La più diffusa è la pedofilia intrafamiliare, anche perché più “nascosta” e quindi più difficile da smascherare. La tipologia è quella del maschio adulto convivente non padre naturale della vittima, che abusa dei figli avuti dalla propria attuale convivente nei suoi precedenti matrimoni o dalle sue precedenti relazioni. Da non trascurare è anche l’incidenza del padre naturale che abusa della figlia femmina o delle figlie femmine, e in casi non rarissimi anche del figlio o dei figli maschi. Non infrequenti, anzi al contrario estremamente presenti e pericolosi, sono le figure abusanti legati da vincoli di parentela meno stretti: zii, cugini, cognati ecc.

Con questo chiudo il capitolo dedicato al thriller “maledetto”, “Un assassino qualunque”. L’appuntamento è a martedì prossimo, perché, comunque, il viaggio continua. Besos

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