PENSIERI IN LIBERA USCITA

Fra numeri di contagi, De Luca furenti, Figliuoli iperdecorati e speranze vaccinali, rieccomi.

Prima di andare avanti con quella specie di (sostanzialmente inutile) storia dei miei libercoli, che non so bene come e perché ho iniziato qualche mese fa, oggi vorrei estrinsecare qualche pensiero in libertà.

  1. Lo so, i miei post definiamoli “letterari” sono un po’ lunghi, non corrispondono alla odierna grammatica digitale che vorrebbe la scrittura per la rete concisa e immediata. Verissimo. Il punto è che sono volutamente lunghi. Mi rivolgo non a un pubblico di ragazzini, ma a persone mature, colte, mi piace intercettare l’attenzione di chi “ama leggere”, non mi interessa scrivere tweet di 140 caratteri. Per cui ammetto di essere soddisfatto dei miei post lunghi, perché posso dire di essere seguito delle persone che mi piacciono: come tutti gli esperti dicono, cercare di compiacere tutti è l’anticamera di ogni fallimento
  2. Il fenomeno della cosiddetta “memoria genetica”, che è alla base di “Storia di una figlia”, fa proseliti. Molti mi scrivono chiedendo se quel fenomeno è reale o solo un parto della mia fantasia. Ne sono soddisfatto, vuol dire che ho elaborato qualcosa di interessante
  3. Entro un paio di mesi uscirà, per le edizioni Le Flaneurs (che sta curando una serie di bei volumi dedicati alle regioni d’Italia), il volume sulla Puglia, che si intitolerà “Puglia, la sposa promessa.” Sono stato incaricato di scrivere di Foggia (cosa che mi gratifica molto perché l’editore è raffinato, l’amico Davide Grittani è il curatore della collana e la compagnia è bella assai, amici, vedrete…). Il racconto verte sulla Foggia di oggi, quella di ieri e quella di domani, il tutto rapportato a vari momenti della mia vita. Non è thriller, non ci sono omicidi o boss. È una storia intimistica che spero piaccia ai miei concittadini. Ho scritto quelle pagine con un’emozione autentica che ancora mi preme sul cuore, credetemi
  4. Una novità: presto mi dedicherò a podcast a tema, che saranno svariati, dai libri ad argomenti sociali, dalla cronaca alla lotta alla criminalità organizzata e via dicendo, tutti comunque temi interessanti. Per ora sto cercando di capire come crearli e pubblicarli, perché, lo giuro, sembra facile ma è un dannato casino destreggiarsi fra onde audio, registrare la propria voce, caricare il tutto su una piattaforma di cui non so niente e via dicendo… Ma l’ostacolo maggiore è il dover di riascoltare la mia voce con un inconfondibile accento terronic-foggian, cosa che mi fa ricordare quanto mi piacerebbe avere la voce del doppiatore Luca Ward (chi è? Una sola frase e capirete: “Al mio segnale scatenate l’inferno”…)
  5. Oggi il mio amico Romano De Marco, uno degli scrittori più tosti di questo paese – bontà sua – mi ha invitato al festival “Giallo a Ortona”, invito che ho accolto immediatamente, così l’8 luglio sarò in quel di Ortona, Abruzzo (Italy). Saremo una simpatica ma pericolosissima combriccola
  6. E in ultimo parlo di un altro amico. Roberto Venturini è “solamente” finito nella dozzina dello “Strega”. E scusate se è poco.

Insomma, anche oggi ho scritto parecchio. Ma vale sempre il punto 1), che ormai è il mio “Comma 22” (cfr “Comma 22”, di Joseph Heller). Besos, Piernik

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