New Fake

Segnalo l’ennesima menata finalizzata a generare panico. È stata diffusa oggi ma è del 22 aprile (quindi di un mese e mezzo fa). Attenzione alle notizie decontestualizzate. Ps: notare dove avverrà (casualmente…) il “disastro”: al Sud: https://www.facebook.com/100028879817840/posts/354510182188306/

Maddie

I casi delle piccole Maddie McCann e Inga Gehricke, vittime probabilmente di un pedofilo sadico che risponde al nome di Christian Brueckner, ci ricordano tragicamente che i bambini non vanno mai lasciati soli. Mai. I pedofili sadici sono fra noi, e non esagero. Sono parecchi, e io che ne ho scritto in due romanzi, ovviamente documentandomi, lo so bene. Il caso Brueckner è sovrapponibile alle trame di molta letteratura thriller sul tema. E ricordiamoci, tanto per restare a casa nostra, del “Mostro di Foligno”, Luigi Chiatti. Sembra che non ci si renda conto che le trame dei thriller più tragici le inventi la realtà. Nel 2013 Brueckner aveva scritto a un amico di “desiderare di catturare qualcosa di piccolo per usarlo per giorni, tanto poi basta far sparire le prove”. Se le storie di assassini seriali piacciono tanto, che almeno servano a difendere i propri figli dagli assalti di questi predatori notturni

https://www.repubblica.it/esteri/2020/06/05/news/caso_maddie_il_pedofilo_sospettato_di_aver_rapito_una_bimba_tedesca-258526147/

La festa violentata

Fa male constatare che ieri la Festa della nascita della Repubblica Italiana è stata violentata.

Inutile usare mezze parole, perché è così. Una politica fatta di gente perbene si sarebbe riunita nel ricordo delle dieci pagine di necrologi dell’Eco di Bergamo del 9 febbraio scorso, simbolo dei più di trentamila morti della pandemia. Ma non è stato così. Parte della nostra politica è fatta di approfittatori.

Se oggi l’Italia sembra aver messo sotto controllo la pandemia è stato per una presa di coscienza nazionale che l’Europa e il mondo ci hanno riconosciuto. Sotto la spinta della paura abbiamo ritrovato il senso civico e l’unità nazionale, ci siamo stretti e sopportato limitazioni impensabili, ai confini della costituzionalità. Lo abbiamo fatto dando fiducia a un governo che ha messo la salute davanti a tutto, e che quando la salute ha cominciato a migliorare, davanti a tutto ha messo l’economia. Non ci interessa la casacca di chi è al governo, ci interessa che l’abbia fatto.

Ma ieri tutto questo è stato stracciato.

Ora che la gente si disinteressa dei barconi con gli immigrati, c’è un’altra comoda tigre da cavalcare, offerta dalla malattia e dai provvedimenti del governo: il complotto dei poteri forti per chiuderci nelle nostre abitazioni e fare andare a picco l’economia.

La contromanifestazione di ieri a Roma è stata chiara. In una situazione in cui la politica aveva il “dovere” di unirsi compatta davanti al capo dello Stato per dare un segnale educativo ai cittadini, Salvini, Meloni e perfino Berlusconi hanno scelto di dare un altro tipo di segnale diseducativo.

Chiedono le dimissioni del governo. È bastato avere dati leggermente più tranquillizzanti, per attivare le varie macchine della comunicazione politica: il governo va verso una deriva autoritaria, non ha saputo gestire la crisi sanitaria e la conseguente crisi economica, quindi deve dimettersi e noi lo sostituiremo. Perché, mentre Conte e soci (noti per il loro sadismo) si sono divertiti a bloccare le libertà costituzionali, loro avrebbero risolto tutto: quindi i morti sarebbero stati non 30.000 ma 3.000, e ciò sarebbe successo lasciando aperte fabbriche e pub. Tanto si sa che il virus l’ha creato Bill Gates attraverso il 5G e le scie chimiche, e ovviamente c’entra il Bildemberg (e perché no gli Illuminati?) e che il governo è complice di questa macchinazione mondiale.

E tutto questo mentre ogni famiglia bergamasca piange un morto.

Ieri sera Floris ha chiesto al ministro Speranza cosa ne pensasse degli assembramenti visti nelle varie contromanifestazioni. Lui ha risposto: “Non fanno bene al Paese”. Capisco il desiderio di non dare il destro a polemiche e tenere un profilo basso, ma Speranza aveva il dovere di chiamare le cose con il loro nome, che è “irresponsabilità” e “atteggiamenti criminali”. Non l’ha fatto, ma avrebbe dovuto. Il profilo basso si può tenere fino a un certo punto, ma a delle palesi provocazioni è necessario rispondere per le rime. Ministro, si svegli: non è il momento di fare il maestro da libro Cuore.

Tutto ciò avviene proprio quando bisognerebbe educare i cittadini ad atteggiamenti seri e unitari. Il populismo oltranzista si è diffuso dopo la crisi del 2008, figuriamoci adesso. Il grande argomento di questo nuovo populismo sarà che il virus non esiste, che il governo è autoritario. Quindi via le mascherine e giù con i baci, gli abbracci e i selfie. Gli assembramenti, però, sono ancora vietati, quindi il servizio di ordine pubblico avrebbe dovuto sanzionare i presenti alla manifestazione. Non so se è stato fatto, spero di sì. Il povero cristo sdraiato da solo su una spiaggia si è visto multato di 400 euro, ma i vari capitani se la sfangano. E non mi sembra giusto.

Cavalcare questa crisi potrebbe portare all’instaurazione di un vero regime autoritario. Pensateci.

Ieri ci ha deliziati anche il generale Pappalardo con i suoi gilet arancione, e lì abbiamo visto di tutto. Satanismo, negazionismo del virus, abbracci, baci, divieto di mascherine, attacchi contro ipotetici “loro”, scie chimiche, 5G, Bill Gates, richieste di dimissioni del governo e di Mattarella, che ovviamente sarà sostituito dal Pappalardo. Per chi non lo sapesse, fra le altre cose, questi nel 2000 fece circolare nei Cocer dei Carabinieri il progetto di un nuovo stato curato e sorvegliato dall’Arma. Fu assolto nei processi perché si dimostrò che in realtà quel progetto era stata solo una sua idea, peraltro volutamente resa pubblica dai Carabinieri, ma in quel documento c’è tutto il pensiero di un uomo che aizza la folla contro Mattarella in nome della “libertà del popolo”. Del popolo che piace a lui, ovviamente. Ma è del resto di quel popolo che dovremmo occuparci e preoccuparci.

Gli articoli 438 e 452 del codice penale prevedono che chiunque provochi volontariamente un’epidemia, mediante la diffusione di germi, è punito con l’ergastolo. Se lo fa colposamente, è punito con la reclusione di cinque o dodici anni.

Spero che la Digos e il Reparto Operativo di Roma se ne ricordino.

Virologi contro

DA PIERNIK
Vorrei fare una considerazione sull’attuale situazione del Covid 19. Ovviamente non da medico, ma da cittadino qualunque dotato, fino a prova contraria, di normale intelletto. Come tutti sapete, la sensazione è di essere nel caos. Non c’è scienziato che non dica la sua. Il virus si è indebolito, no, non si è indebolito. Il caldo lo ammazza, no, il caldo non gli fa niente. La malattia è completamente diversa, no, è sempre la stessa. Ora proviamo a tagliare a fette la situazione. Ci accorgiamo che in campo ci sono due squadre. La prima è quella degli scienziati dell’epidemiologia e dell’epidemiologia statistica che dicono, in sostanza, “Come ti muovi, il virus ti ammazza: ricordati che devi morire, e se non ti succede ora, ti succederà a ottobre.” L’altra squadra è quella dei clinici, che vivono nelle terapie intensive e che, al contrario, dicono in coro che la malattia attuale è completamente diversa, nel senso di molto “indebolita”, rispetto a quella di fine febbraio e che, probabilmente, non ci sarà una seconda ondata perché in qualche modo il virus lo stiamo sconfiggendo. Questa seconda squadra, folta e forte di nomi importanti, accusa gli altri di parlare seduti davanti a computer e a microscopi, mentre loro vivono in mezzo ai malati. Ognuna tifi per la squadra che preferisce, ma non posso non fare delle considerazioni aggiuntive. Per ottenere la partecipazione di alcuni virologi a importanti trasmissioni televisive, occorre chiamare il loro agente, come se fossero scrittori o attori, e concordare il prezzo, che è notevole. E questo non è bello. Loro dicono che queste partecipazioni sono un “lavoro”. Mi dispiace, ma non è così. Il lavoro lo fai col camice quando fai un’iniezione a un malato, mentre se vai in una trasmissione televisiva a spiegare come salvarsi la pelle, fai un servizio pubblico, non stai “lavorando” (specialmente se non sei neanche laureato in medicina ma in veterinaria). Io mi vergognerei a farmi pagare per questo, penso anche voi. Vorrei fare un’altra considerazione, più istintiva. Se, da tecnico dell’ordine pubblico (con alle spalle situazioni anche drammatiche), sento un amico che dice che domenica porterà il bambino allo stadio, immediatamente gli sconsiglio di farlo, perché di una partita di calcio io vedo solo l’aspetto negativo. Ho la sensazione che la stessa cosa stia capitando a molti virologi illustri. Qualunque ipotesi sdrammatizzante si faccia, agitano la paletta dell’alt e la smantellano: ci salveremo, forse, solo con il vaccino, che fra l’altro arriverà non prima di un anno. Dimenticavo. C’è un’altra ipotesi, ma possiamo farla sottovoce. Qual è il ruolo di Big-Pharma in tutto questo? Chissà se organizzano ancora convegni alle Mauritius o regalano iPad ultima generazione ai medici, in particolare ai viro-epidemiologi, “convenzionati.” Badate, amici qui il complottismo non c’entra. Tutti voi conoscete almeno un paio di medici: chiedete a loro. Dimenticavo: all’inizio la cura ha avuto come obiettivo i polmoni, ma sembra che non sia così, che in realtà il virus attacchi il sangue. Circola la voce, ed è inquietante. Al prossimo appuntamento.

Sulla scrittura del thriller

Segnalo, per chi ne fosse interessato, questo articolo sulla scrittura del thriller: QUI

500 chicche di riso

Ho letto negli ultimi tempi, fra vari libri che mi sono pervenuti, un gustoso testo di Alessandro Pagani: 500 chicche di riso. Pagani è fiorentino doc, scrive ed è il bassista degli Stolen apple, un gruppo rock. Lo segnalo perché è una scorribanda continua fra calembour e giochi di parole divertenti, conditi da un’ironia spesso surreale che fa sorridere in modalità Hellzapoppin’. La prefazione è affidata a Cristiano Militello, altro toscanaccio prestato all’intrattenimento (televisivo, questa volta). Qualche esempio di calembour? Ecco: “Furioso litigio tra operai in una centrale elettrica: c’è alta tensione” o “«L’hai letto quel libro di Verga?» «Sì, ma di malavoglia.»” Certamente non tutti amano questo genere di battute, ma per chi le apprezza qui di giochi di parole vorticosi ce ne sono ben 500. Perciò buon divertimento!

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Stasera a Numana

Questa sera alle 21. 30, nella splendida cornice di piazza Nuova di Numana, con Riccardo Cavallero, amministratore delegato della SEM, parleremo con voi di letteratura thriller, di Renzo Bruni e delle sue indagini passate e future. A presto!

Vasto 3 luglio

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Bellissima serata a Vasto, in piazza Barbacani, la sera del 3 luglio prossimo. Troverete Giovanna Greco (ormai una “lupologa” professionista) e il sottoscritto per parlare della Lupa, di Bruni e del suo prossimo futuro. Bella serata con gli amici vastesi, una tappa che non vedevo l’ora di toccare. A presto

Polignano 5 luglio

Per chi volesse sfidare la colta folla della splendida Polignano a Mare, la sera del 5 luglio prossimo Riccardo Cavallero e io saremo ospiti del festival “Il libro possibile.” Ci trovate in via Mulini, alle 22.30, per parlare della Lupa, di Bruni e del suo prossimo futuro. Ci divertiremo insieme ancora una volta. A presto!

Qualche novità

Qualche novità interessante.

La settimana scorsa ho consegnato a SEM il mio sesto romanzo, il terzo con protagonista Renzo Bruni e la sua squadra di poliziotti dello SCO. Quindi, se tutto va come deve andare, ora comincia la fase dell’editing. La pubblicazione è prevista per la fine di settembre. Ovviamente top secret totale su ambientazione, trama e titolo. Sorry sorry sorry, ma queste cose funzionano così.

Sono poi contento del fatto che SEM pubblicherà – per ora solo in ebook – il romanzo “Gli anni nascosti”, già pubblicato nel 2010 da Cairo Editore ma di cui non c’è più traccia da anni. Molti di voi me lo hanno chiesto, ma il testo non esiste né in cartaceo né in digitale. Ora verrà ripubblicato con un altro titolo. Protagonista ne è l’agente dell’intelligence Antonio Lami, che molti conoscono in quanto partner e alter ego di Renzo Bruni in Formicae e La Lupa. E’ una spy story a “fantasia scatenata”, un libro molto, diciamo, “dinamico”. E vedrete se non ho ragione. Le modalità di pubblicazione dell’ebook saranno, almeno per questo primo periodo, estremamente interessanti, però anche qui devo calare la saracinesca e rimandarvi a ulteriori news.

Voglio ringraziare pubblicamente Carlo Bonini e Giuliano Foschini, di Repubblica, che nel loro recente libro “Ti mangio il cuore”, sulla mafia del foggiano, hanno ricostruito in un capitolo, devo dire con sconcertante esattezza, la mia audizione presso la Commissione parlamentare del 28 giugno 2014, un momento che per molti è stato lo spartiacque fra l’ignoranza totale del gravissimo fenomeno e l’inizio di una sorta di presa di coscienza nazionale. Ma devo dire la verità: se così è stato, è stato dovuto solo al mio caratteraccio che, quando si incazza, non si tiene. Evidentemente per svegliarsi i signori parlamentari avevano bisogno di una bella scrollata.

Poi… ecco, sì: sarò a Vasto, in piazza, il 3 luglio con Giovanna Greco, che ormai dei miei romanzi sa più di me, essendo la quarta o quinta presentazione in cui la “costringo” a moderare.

Il 15 luglio sarò con Riccardo Cavallero, il mio editore/fratellone, in piazza a Numana, sul Conero, mentre il 12 agosto sarò a Vico del Gargano. E, sempre in agosto sul Gargano, ieri è iniziata l’organizzazione di una tappa a Mattinata, ma non so altro.

I dettagli di tutti questi piccoli eventi li fornirò in seguito.

Ringrazio l’Università di Teramo, con il preside di Giurisprudenza prof. Paolo Marchetti, e i giovani avvocati teramani, che il 29 maggio mi hanno ospitato in un’aula del tribunale di quella città per presentare La Lupa, e ringrazio anche l’università di Chieti, che il 16 maggio mi ha ospitato in un bel convegno sulla criminalità organizzata foggiana.

In entrambe le conferenze sono stato in compagnia dell’avvocato Michele Vaira, brillantissimo e lanciato penalista nonché amico.

Per ora mi sembra di aver detto tutto, forse anche troppo, per cui: ciao e a presto 😉

Piernicola

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