Romanzi e premio qualità

In questi giorni mi è stato chiesto qual è il segreto di un romanzo che vende e piace. Domanda difficilissima, perché un segreto non c’è e qualunque addetto ai lavori risponderebbe che in realtà è il caso che decide se il passaparola partirà o meno. Però forse una risposta posso azzardarla, ed è una regola facile e generale cui (e non so se in realtà ci riesco) non bisogna venire meno: non abbassare mai la qualità di quello che produci o che fai. Se hai una pizzeria, sii cortese e sforna pizze fantastiche: potrai avere il locale più brutto della città, ma stai tranquillo che col tempo la gente verrà a frotte da te. Se fai il regista cinematografico, il dirigente o il falegname il discorso è identico, perciò non vedo perché non dovrebbe esserlo anche per uno scrittore. Se produci qualità i lettori prima o poi ti premieranno. Nel pubblicare con la SEM, per esempio, non ci sono dubbi: Riccardo Cavallero e Antonio Riccardi pretendono la qualità, altrimenti il testo non passa. Condividono totalmente il mio punto di vista, e finché mi vorranno con loro, be’, io sarò con loro e non ci saranno mail accattivanti di altri editori che mi schioderanno dalla posizione. Di solito parlo pochissimo di questi argomenti, però forse queste poche parole ci consentiranno di conoscerci meglio. Besos. PS

La Lupa

Mi chiamo Renzo Bruni

Con “La Lupa” si parte dalla Puglia

Si parte con “La Lupa“, il mio quinto romanzo e il secondo che vede protagonista Renzo Bruni, il poliziotto dello SCO di Formicae. SEM, con grande signorilità, vuole aprire anche questa volta con un pre-lancio dalla Puglia. Perciò le danze iniziano a Foggia, la città in cui si ambienta il libro, lunedì 24 settembre ore 19.00 all’auditorium Santa Chiara, via Arpi, dove converserò con la giornalista di FoggiaToday Giovanna Greco. Segue il giorno dopo Polignano a Mare, presso il caffè letterario “Il Libro Possibile”, ore 18.30, dove me la vedrò con l’amica Rosella Santoro, un’istituzione della letteratura in Puglia. Il 26 sarò da Feltrinelli a Bari, in via Melo da Bari, sempre con Giovanna Greco e, ringraziandolo per l’affetto (e, ritengo, per la stima), con il magistrato Giuseppe Gatti, PM della Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Giovedì 27, il giorno dopo, sarò a Lecce, presso la Feltrinelli, dove converserò con la giornalista di La7 Paola Moscardino, con cui abbiamo ormai un bell’affiatamento. È solo l’inizio, perché la settimana dopo arriveranno Milano e la Lombardia. A presto

La Lupa

Mi chiamo Renzo Bruni e dirigo la seconda divisione dello SCO, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Fare il poliziotto era quello che volevo. Il mio lavoro è applicare la legge e cerco di farlo nel migliore dei modi. Non sempre ci riesco, comunque ci provo. Ho delle storie da raccontare perché ne ho vissute molte. E le ho sofferte tutte.”

Ricordate questo incipit? Fra meno di un mese a Milano, presso la sede della SEM, presenteremo il mio ultimo lavoro, “La Lupa”. Ne è protagonista ancora Renzo Bruni. Un uomo e un poliziotto indurito dalla vita e da indagini senza respiro, dal sangue sparso a fiumi e dal cuore ferito, ma ancora più deciso a seguire – sempre e comunque, e a ogni costo – l’unica strada che conosce: quella della Giustizia

 

Impressioni di lettura

unpassato da spia

Un passato da spia” di John le Carrè. Peter Guillam, uno dei “ragazzi” del Circus, il servizio segreto britannico, è in pensione, ma il passato gli batte sulla spalla: in una delle vecchie missioni dirette da George Smiley, qualcosa è andato storto e bisogna chiarire come sono andate le cose. La missione appartiene al periodo della Guerra fredda, e il lettore viene riportato dalla penna di le Carrè dietro il Muro, nella oscura Berlino est degli anni sessanta, quando “La spia che venne dal freddo”, Alec Leamas, portava a termine una missione spregiudicata che, dopo tanti anni, rischia di trascinare il Circus nel casino totale. E ricompare George Smiley, invecchiato ma… il vino buono sta nelle botti vecchie, no? Consigliato a chi ama il le Carrè della Guerra fredda

 

Auguri, Presidente Conte

Gli italiani hanno fiducia nel nuovo Governo. Non a priori, perché ci si è innamorati di questo o di quest’altro sorriso politico, ma per i fatti obbiettivi che l’esecutivo porterà, se li porterà, a casa. Gli italiani hanno dimostrato di seguire con molta attenzione la politica e di saper distinguere chi li truffa e chi li rispetta. Il Presidente Conte è un ottimo professionista e una bella figura, Salvini e Di maio sono due giovani con le idee chiare. Ma da un Governo di vero cambiamento gli italiani si aspettano alcune innovazioni fondamentali: lavoro per chi non ce l’ha, e in particolare per i giovani; lotta spietata alla corruzione, all’evasione fiscale e alle criminalità organizzate; innalzamento della meritocrazia a livello di Icona di uno Stato degno di questo nome e, per converso, l’eliminazione della manina che raccomanda, cosa che oggi tutti credono sia la maleodorante “condicio sine qua non” per ottenere un lavoro o per andare avanti in carriera; la revisione delle imposizioni fiscali, che siano più eque, e dell’età della pensione, che sia più accettabile, e che tutto questo sia sostenibile grazie ad adeguate coperture finanziarie; il sostegno ai deboli, agli sfruttati, a chi ha bisogno di trovare in Italia non muri e filo spinato ma un aiuto per risorgere in una vita migliore di quella da cui fugge; la valorizzazione delle nostre incredibili risorse artistiche e culturali, la lotta senza quartiere alle convenzioni arcaiche secondo le quali è meglio che una donna se ne stia a casa, e che in questo Paese ha portato, come conseguenza, alla sconvolgente media di 150 femminicidi all’anno; l’Europa, la nostra casa-madre, da migliorare sempre più senza ripudiarla. È vero, certi punti del contratto M5S – Lega in tema di sicurezza cozzano contro alcuni degli snodi che abbiamo appena citato, in particolare contro quelli sui migranti, oltre che contro la Costituzione. Ma, al di là delle parole e degli odi profusi a piene mani nelle campagne elettorali, sarà difficile per chi governa dare davvero uno schiaffo a chi piange per bisogno, e non solo perché ci saranno le opposizioni che spero vigileranno in modo costruttivo e senza arroganza, ma perché questa è un’ottima occasione per confermare di essere non solo “quella” Nazione che il mondo ci invidia per tutto ciò che sappiamo, ma anche di essere un popolo che il mondo “rispetta”. Sono cose diverse, ed è un’occasione da non sprecare. Gli italiani vogliono sperarlo, senza amori folli per destre, centri, movimenti e sinistre: vogliono i fatti. È dei fatti che si innamoreranno, Presidente, non delle parole o dei sorrisi o delle furberie. E se i fatti non saranno quelli sperati, allora parleranno le urne. Auguri, perciò, professor Conte, gli italiani sono con Lei. Non li deluda. Diciannove secoli di invasioni straniere li hanno forgiati nel titanio, e quando stanno per toccare il fondo – lo hanno più volte dimostrato – sanno sempre perfettamente quando, come e cosa fare.

Impressioni di lettura

le tre del mattino

“Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio. Un padre e un figlio diciottenne hanno vissuto per anni in una sorta di incomunicabilità. Ma l’ombra di una terribile malattia incombe sul ragazzo, e per salvarlo il padre si affida alle cure di un famoso medico francese. Il test per valutare se la guarigione del ragazzo sia avvenuta o meno è trascorrere due notti e due giorni senza dormire. A Marsiglia. Il padre prende per mano il ragazzo e lo guida in questa avventura e, vegliando, camminano e parlano, parlano… In questo percorso, incrociano la dolente umanità che popola le notti della metropoli francese. “Le tre del mattino” è una prova d’autore che ci porta – con un linguaggio assolutamente perfetto nelle sue pur elaborate ricerche stilistiche e scrittoriali eppure mai freddo o distante, anzi caldo e accattivante – nel difficile e splendido momento in cui un padre e un figlio, dopo diciotto anni, si incontrano e finalmente si conoscono. Da leggere.

Impressioni di lettura

frankie machine

L’inverno di Frankie Machine“, di Don Winslow, ripropone la scrittura dura, bella e scoppiettante dell’autore, in quello che viene considerato uno dei suoi migliori romanzi. Frank Machianno è un ex killer della mafia californiana – il più esperto, anzi, dei killer della west coast, per questo soprannominato Frankie Machine – che, ormai diventato anzianotto, si dedica alla vita tranquilla e alla pesca. Ma quando qualcuno cerca inspiegabilmente di farlo fuori, Frank dimentica di essere “in pensione”, riprende le armi e cerca di pararsi le chiappe cercando di capire chi, da una vita passata di night, droga e mafia a go-go, lo voglia morto. E quando il tranquillo Frank Machianno torna a essere il temuto Frankie Machine, sono cazzi per tutti. Consigliato

Impressioni di lettura

agente caos“L’agente del caos”, di Giancarlo De Cataldo. Parla di un mezzo disadattato americano che, per una particolarità personale (su di lui le droghe – non si sa perché – non funzionano), viene inglobato dalla CIA che gli assegna una missione supersegreta: invadere di stupefacenti la gioventù americana ed europea degli anni ’70, in modo da trasformarla in una generazione di debosciati e, perciò, incapaci di contestare e mettere in pericolo le politiche dei governi interessati. Una nostalgica carrellata negli anni ’70 con colpo di scena finale. Un po’ eccessivi i salti temporali fra il presente e il passato, in un romanzo che sembra più un saggio di bravura che una prova di narrazione robusta.

Grazie Loredana

Una bellissima recensione di Formicae di Loredana Cescutti https://m.facebook.com/groups/1719518104944259?view=permalink&id=2243821102513954

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