Un assassino qualunque

 

 

Fazi Editore, 2006

“Un assassino qualunque” è il mio romanzo di esordio. Per quanto estremamente duro, è piaciuto molto. Tanto da essere stato pubblicato anche nei mercato di lingua spagnola (con lusinghiero numero di vendite) e tedesca, poi ripubblicato in Italia da Mondadori.

Emanuele Rode è un ambizioso giornalista che dà la scalata al potere fino a diventare sindaco di una importante città del Nordest e poi ministro degli Esteri della Seconda Repubblica. Ma nell’84, in un viaggio di lavoro in Germania, Rode assiste a uno spettacolo dove un bambino viene orrendamente torturato e ucciso dal vivo. L’episodio gli procura un trauma tale da lasciare emergere la parte più malata e sadica della sua psiche. Diventa così un individuo dalle due personalità. Ed è su di lui che si concentra il sospetto di essere il Ratto, il mostruoso serial killer dei bambini. Anni di indagini non portano a nulla: il Ratto non commette errori. Ma uno psichiatra dagli ombrosi trascorsi e una spregiudicata poliziotta iniziano con l’assassino una tesissima partita a scacchi.